La Romagna che acquista etico

I gruppi d’acquisto solidale

G.A.S., una sigla strana, magari dall’impatto un po’ forte, diventata abbastanza comune in Romagna. Capiamo meglio cosa significa. I Gruppi di Acquisto Solidale sono esperienze di acquisto collettivo, orientate secondo precisi criteri di solidarietà.

Un insieme di famiglie e/o singoli cittadini decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso o da piccoli produttori locali una serie di prodotti alimentari e di uso comune che poi ridistribuiscono tra loro.

Attraverso questo tipo particolare di “spesa collettiva”, i GAS intendono realizzare un concetto più umano di economia, più vicino alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente.

Mettono in pratica un’etica del consumo in contrapposizione al consumismo e agiscono unendo le persone invece di dividerle.

Contemporaneamente favori- scono nuove progettualità e la costruzione di reti di collaborazione nei più diversi territori.
Tre sono le linee guida per gli acquisti dei GAS.

Scegliere produzioni locali: per ridurre l’inquinamento legato al trasporto, per conoscere personalmente i produttori e instaurare con loro rapporti continuativi e di fiducia.

Rivolgersi a piccoli produttori: perché sono i più interessati a una relazione diretta e per trovare un canale di vendita alternativo alla grande distribuzione.
Perché preferiscono l’intensità di manodopera a quella di capitale.
Perché è più facile conoscere le modalità di lavoro all’interno delle loro aziende e preferire prodotti senza sfruttamento significa contribuire a regolamentare il mercato del lavoro.

Privilegiare produzioni biologiche e naturali: perché non utilizzano pesticidi, diserbanti, concimi chimici, che inquinano e consumano energia.

I GAS preferiscono prodotti sfusi e, nel caso di imballaggi obbligatori, quelli maggiormente biodegradabili, ponendo attenzione all’intera filiera di trasformazione e al recupero degli scarti di produzione (riciclo, riuso, riduzione dei rifiuti).
Particolare cura viene dedicata anche alla propria “organizzazione interna”.
L’etica del consumare in modo responsabile viene, infatti, vissuta nel creare un vero e proprio gruppo che non si limita a fare la spesa ma ha il piacere della partecipazione, della fiducia e, perchè no, della convivialità.

La Romagna è ben rappresenta con 11 gruppi di Gas- 6 nella Provincia di Forlì-Cesena, quattro in quella di Ravenna, uno in quella di Rimini e uno nella “straniera” Repubblica di San Marino. Il Gruppo GAS di Rimini, tra l’altro, è uno dei più forti in tutta Italia, raggruppando qualcosa come 800 nuclei familiari.

Meno numeroso ma comunque altrettanto attivo è il Gruppo “inGASati” di Forlì (www.ingasati.net) che ha tra i suoi maggiori “ingasati” (è il caso di dirlo) Paolo Ricci, a cui abbiamo rivolto alcune domande.

gas2Paolo, come siete “nati” e “cresciuti”?
«Il Gruppo è sorto nel 2006 su iniziativa di amici già particolarmente attenti al consumo etico e solidale e desiderosi di capire come mutare il meccanismo di fare la spesa.
Adesso ne fanno parte circa 90 famiglie, pari a circa 150/200 persone che fanno acquisti in modo continuativo. C’è un flusso abbastanza costante di nuove persone legato anche un po’ a cosa emerge a proposito dei Gas in tv. Quando, per esempio, ne ha parlato “Report”, il giorno dopo siamo stati subissati da richieste».

Che cosa si compra di più?
“I prodotti del fresco su tutto, ma poi anche parmigiano, arance, carne, tonno, prodotti per l’igiene della casa, pasta, farina, pannolini. Sempre cercando di privilegiare, quando è possibile, i produttori locali e bio. Abbiamo un fornitore anche per i libri (la Macro Edizioni) e per le api. C’è in corso, infatti, un bel progetto che intende ripopolare la città di api e così abbiamo aperto anche questo particolare… settore”.

In questi anni avete avuto contatti con gli Enti locali?
«Pressoché nulli e la cosa per il momento non ci preoccupa. Allo stesso modo ci teniamo ad essere equidistanti dalle formazioni politiche. Siamo un’associazione ancora molto giovane: vorremmo dare il nostro contributo, se richiesto, nel diffondere la conoscenza dell’acquisto solidale, della decrescita, della filiera a impatto zero ma per il momento non ce la sentiamo di prendere una posizione per un candidato piuttosto che per un altro. Va da sé che chi agisce secondo obiettivi che sono da noicondivisi avrà tutta la nostra attenzione».