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Dalle proteste alle proposte: storia di un comitato ambientalista

Clan-Destino è  un’associazione ambientalista che ha alle spalle anni di battaglie e delle mobilitazioni dei cittadini.

La sua storia comincia quando, nel 2001, su un quotidiano locale compare un trafiletto in cui si annuncia la possibile costruzione di una centrale termoelettrica da 800 MW al confine fra la provincia di Forlì e Ravenna, nei pressi di Borgo Sisa.

I terreni sono già picchettati, ma la popolazione locale non ne sa nulla.

Come mai?

Se lo chiedono un gruppo di persone che cominciano ad informare la comunità locale e ad organizzare un incontro a cui partecipano tantissime persone, fra i quali, anche il professore di diritto ambientale Gianni Tamino, che diventerà un fondamentale referente per il comitato Clan-Destino.

Che nasce proprio per opporsi a questo progetto, spiega Michela Nanni, attuale vice presidentessa, «di cui il territorio non aveva bisogno».

E per opporsi al modo in cui la cittadinanza viene trattata quando si devono prendere scelte di questo tipo.  «Uno dei promotori della centrale ci aveva detto, senza sapere chi eravamo, che solitamente si scelgono luoghi così isolati per incontrare minore resistenza nella popolazione».

I membri di Clan-Destino si rendono conto che non basta dire no, bisogna motivare e proporre delle soluzioni alternative.
E attivare i cittadini. Presto fatto: in un mese vengono raccolte 12.000 firme; si organizzano spettacoli con Beppe Grillo e Dario Fo.

E la battaglia viene vinta. Nel 2002 il Comune delibera parere negativo sulla centrale.

Le iniziative però continuano.  «Man mano che conosci le cose è sempre più difficile chiudere gli occhi perché si acquisisce una sensibilità maggiore – spiega la Nanni. Così abbiamo fatto rete con gli altri comitati e coordinato la ‘Rete No Centrali’ alla fiera Terra Futura di Firenze del 2003».

Si continua, comunque, a cercare il dialogo con le istituzioni. A questo proposito viene organizzato un incontro sulle Esco, a cui sono invitati il Presidente della Provincia, il suo assessore all’ambiente, oltre a quelli di tutti i Comuni delle provincia di Forlì, Cesena e Ravenna, come anche i loro sindaci. Se ne presenta uno soltanto.

«Il dialogo è sempre più a senso unico – continua Nanni – come testimonia la protesta contro l’inceneritore di Forlì». Da qui la decisione di alcuni membri di Clan-Destino di far nascere, assieme ad altre associazioni, la lista civica DestinAzione Forlì.