Energia, consumarne meno, consumarla meglio

esco_homeLe Esco, società di risparmio energetico, aiutano i Comuni a ridurre le emissioni inquinanti

La grave crisi economica che stiamo attraversando ha portato a focalizzare l’attenzione sui consumi, e in particolare sui consumi di energia. Le risorse di questo pianeta sono limitate, mentre gli sprechi sono diffusi.
Anche in questo campo le pubbliche amministrazioni possono fare tanto, impegnandosi fin da subito in interventi di risparmio energetico, costituendo così un valido esempio da seguire anche per i cittadini.

Come?
Strano ma vero, senza indebitarsi e contemporaneamente facendo “girare” l’economia pulita.
Vediamo in che modo, anche se è bene precisare fin dall’inizio che, purtroppo, il sistema che andremo a descrivere deve ancora superare del tutto alcune difficoltà.

Enti pubblici e risparmio energetico
Esistono società, dal nome Esco (Energy Service Company) che, fin dal 2002, sono impegnate nella realizzazione di interventi volti a ridurre i consumi energetici.
Come? Facendo un’accurata analisi di quelli che sono i fabbisogni e individuando i settori dove si può risparmiare.
Normalmente nelle pubbliche amministrazioni sono l’illuminazione pubblica, il riscaldamento degli edifici, l’acquisto e il consumo di energia elettrica.
Allora si provvede a sostituire le lampade con quelle ad alta efficienza, si migliora la coibentazione degli edifici pubblici, si acquista energia sul libero mercato, si installano impianti di generazione alimentati da fonti rinnovabili.

Le Esco permettono di realizzare interventi energetici senza spendere soldi pubblici

Come finanziare gli interventi
Veniamo al nodo centrale: per fare tutte queste cose non è necessario spendere denaro pubblico. Il meccanismo che permette di sollevare le amministrazioni locali dall’impegno economico si chiama finanziamento tramite terzi.
La Esco effettua l’intervento grazie alle risorse anticipate dal sistema bancario e si accorda con l’utente finale (che non anticipa niente) su quanta parte del risparmio economico ottenuto grazie all’intervento stesso debba servire a ripagare l’investimento, definendo così il piano di rimborso. Alla fine del periodo di rimborso, l’utente finale, in questo caso l’amministrazione locale, diventa titolare dell’intervento e usufruisce in pieno dei risparmi derivati.
Quando nel 2004 il Ministero delle Attività Produttive ha emanato i decreti sull’efficienza energetica, le Esco sono state identificate come riferimento per una serie di attività connesse ai decreti stessi e come soggetti privilegiati per la gestione dei titoli di efficienza energetica.

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Come funziona il Finanziamento tramite terzi (FTT)

Il grafico rappresenta il vantaggio del Finanziamento tramite terzi

Il grafico rappresenta il vantaggio del Finanziamento tramite terzi

Vecchi monopoli e nuove sfide
Uno dei problemi maggiori nella costituzione delle Esco è stata, ed è tuttora, l’individuazione di partner di riferimento con caratteristiche idonee ad affrontare le sfide connesse a questa nuova impostazione del settore energetico, ancora monopolizzato da grandi gruppi ex-pubblici e privati. Le Esco sono strutturate in unità territoriali, che per loro natura intendono essere espressioni delle particolari specificità dei luoghi che rappresentano.
É stata scelta questa politica di sviluppo per ovviare a due problematiche molto importanti, che purtroppo non sono ancora state risolte: assenza di un quadro normativo nazionale che definisca chiaramente ruoli e specificità e, soprattutto, assenza di un’adeguata copertura finanziaria per la realizzazione dei progetti attraverso il Finanziamento tramite terzi.
L’assenza di un quadro normativo chiaro rende inoltre difficile definire precisamente cos’è una Esco. Alcune società non offrono servizi energetici integrati, in quanto specializzati in una tecnologia o tipologia di intervento particolare, altri non operano in un’ottica di finanziamento tramite terzi. Ad esempio, qualcuno utilizza il nome Esco solo per cambiare a sue spese le lampade dell’illuminazione pubblica. Certo, anche in questo modo si contribuisce a ridurre le emissioni di Co2, ma l’intervento di riqualificazione energetica non può certo dirsi completo.