Esco in Romagna imbrigliate fra monopoli e burocrazie

Contratti decennali a favore di Hera e mancanza di fonti di finanziamento per le Società di Risparmio Energetico

Il sistema di intervento prospettato dalle Esco sembra così ottimale che viene da chiedersi come mai non l’abbiano già adottato tutti i Comuni e le Province.
Per capire meglio come mai non è ancora successo, abbiamo fatto qualche domanda al presidente di Esco Romagna, Angelo Spanò.
“Innanzitutto vi è un problema economico: le Esco non hanno ancora ricevuto dal governo il fondo di garanzia necessario a far funzionare il meccanismo del finanziamento tramite terzi, studiato apposta per ovviare alla mancanza di fondi delle amministrazioni locali.

Il fondo, promesso nel luglio 2008, quando le Esco hanno ricevuto un riconoscimento ufficiale dal Ministero delle Attività Economiche, doveva essere di 25 milioni di euro, e costituire la base economica che avrebbe permesso alle Esco di esporsi finanziariamente nei confronti delle banche, sollevando da questo impegno Comuni e Province”. Senza questo fondo, infatti, molte banche non concedono i finanziamenti, spesso ingenti, soprattutto se si tratta di un Comune di grandi dimensioni, necessari per effettuare gli interventi di risparmio energetico.

A questo problema se ne aggiunge un altro. illuminazione-pubblica-solaire-156652
I settori che maggiormente incidono nei consumi energetici per le amministrazioni locali sono la pubblica illuminazione e gli edifici pubblici.
“Per quanto riguarda l’illuminazione, in Romagna la maggior parte degli enti locali è vincolata da contratti decennali con Hera. L’azienda è quindi responsabile dell’efficienza degli impianti, noi come Esco non possiamo intervenire.
Non sto criticando a priori l’operato di Hera, ma è un dato di fatto che questi contratti sono stati stipulati in anni in cui i i concetti di risparmio energetico non erano sicuramente all’ordine del giorno”.

Succede così che un presidente di quartiere di Forlì, sensibile al problema, chiami Esco Romagna, perché vorrebbe migliorare l’impianto di illuminazione del suo quartiere. Esco Romagna ha però le mani legate, è costretta a rimandare il presidente di quartiere agli uffici comunali. Questo almeno fino al 2012, data a partire dalla quale sarà possibile indire gare d’appalto.
E per quanto riguarda le energie rinnovabili?

Qui pare di intravedere qualche segnale più positivo. Il Comune di Cesenatico ha indetto un bando per affidare l’installazione di pannelli solari sui tetti degli edifi ci pubblici.
Anche la Provincia di Ravenna ha elaborato un piano per incentivare il fotovoltaico rivolto alle attività commerciali, grazie ad un accordo con un banca che concede mutui ad un tasso basso, del 3%”.

Un grande caos sembra invece regnare a proposito dell’acquisto di energia sul libero mercato.
“Faccio un esempio – continua Spanò. Un Comune romagnolo acquista energia da un consorzio come il nostro. Un Comune a distanza di 6/7 km sostiene che è impossibile farlo.
Uno dei Comuni più grandi dell’Emilia Romagna ha un contratto per la fornitura libera fino al 2015: ma che mercato libero è questo?”.

Mercato libero che poi funziona solo nel caso dell’energia, secondo quanto riporta il presidente di Esco Romagna, perché nel settore del gas, Eni ha praticamente il monopolio.
“Non è possibile che quando si deve installare un impianto ogni Comune abbia un approccio diverso. Arrivi ad un punto che non sai neanche più con chi prendertela. Per ovviare a questo abbiamo chiesto al Ministero che costituisca una banca dati consultabile dai cittadini e dagli amministratori”.
Come spesso succede, poi, la burocrazia non aiuta.
“Solo per fare un intervento sono necessarie due comunicazioni, una preventiva e una consuntiva: ma se poi uno l’intervento non lo fa?”.