Filiera Corta e Prodotti alla Spina, dalle parole ai fatti

Ecologia, sostenibilità eccetera eccetera. Spesso è difficile rendere concreti concetti molto belli come questi.

Filiera corta e prodotti alla spina, ad esempio, due capisaldi della sostenibilità: ci sono state le prime sperimentazioni, come i

I segreti di un buon prodotto

I segreti di un buon prodotto

mercati del contadino, il latte crudo e i detersivi alla spina e qualcos’altro, ma trovare realtà commerciali che adottino in modo sistematico questi due principi è un’impresa. Qualcuno che ci sta provando c’è: stiamo parlando di Effe Corta, un negozio di Marlia di Capannori, in provincia di Lucca, uno dei Comuni Virtuosi di cui si è sentito parlare più spesso.

Dalla distribuzione alla spina di latte crudo, attività in cui creatori di Effe Corta erano coinvolti attraverso un’associazione, al nuovo negozio a filiera corta il passo è stato….non così breve.

In Italia, infatti, non esistevano esempi del genere a cui rifarsi.

Ce lo raccontano proprio gli animatori di Effe Corta, che siamo andati a trovare assieme ad alcuni membri dell’associazione Movimento impatto Zero di Cesena e della lista civica DestinAzione Forlì.

Il “concept” Effe Corta è associare la vendita dello sfuso alla filiera corta, selezionando quindi solo prodotti di buona qualità provenienti dalla propria area geografica, per quanto possibile.

La rintracciabilità dei prodotti è garantita da una cartina appesa al muro, a cui sono stati punzonati spilloni numerati che identificano la provenienza specifica di ogni prodotto.

Il negozio si propone come “un’evoluzione del classico alimentari che non può più vendere le stesse cose della grande distribuzione, che a sua volta non riuscirà mai a fare la filiera corta”.

Essendo un progetto così nuovo, ci sono tante soluzioni da trovare e sperimentare.

Prima cosa: intercettare i giusti contenitori per il negozio, gli erogatori da cui vengono dispensati i vari prodotti. Non ci crederete, ma vengono dall’America, perché in Italia non si reperiscono tanto facilmente.

Lo staff di Effe Corta al lavoro

Lo staff di Effe Corta al lavoro

Ma sono proprio questi contenitori trasparenti, riempiti dei prodotti freschi in vendita -più di 100 in totale- a dare al negozio un tocco di colore e vivacità. Esplorando gli scaffali, troverete, accanto a cereali, vari tipi di pasta, caramelle sfuse, verdure ecc.., anche cibo per animali: cani, gatti, canarini!

Passando alla stanza accanto ci sono invece olio, birra, vino, grappa, detersivi e detergenti per l’igiene personale, biodegradabili e anch’essi a filiera corta (provenienti dal raggio di 70 km). E qui sono arrivati i primi problemi di rodaggio, perché alcuni detersivi non sono compatibili con le pompe che li regolano e poi vanno scelti quelli che non si sedimentano.

Un altro aspetto che deve essere perfezionato sulla base dell’esperienza è la gestione delle scorte, dal momento che bisogna capire quali sono i prodotti che “girano” di più. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, infatti, il negozio non ha un magazzino dove vengono conservate le scorte. Sotto gli scaffali dove vengono esposti i prodotti ci sono dei sacchi che garantiscono un minimo di ricambio mano a mano che il prodotto viene venduto: questo perché si vuole mantenere sempre una certa freschezza con rifornimenti continui da parte dei fornitori.

C’è anche uno sportello ambiente, in cui vengono esposte le offerte di un’azienda locale che effettua interventi di riqualificazione energetica, di installazione di impianti fotovoltaici ed eolici e altre soluzioni tipiche di questo settore. Per ogni nuovo cliente acquisito attraverso il negozio, l’azienda energetica riconosce una piccola percentuale ad Effe Corta.

Risulta abbastanza evidente che il lavoro dietro a tutto questo è molto. Non per niente vi sono coinvolte 6 persone, anche se per 5 di esse Effe Corta rappresenta un un doppio lavoro che permette di sfruttare le competenze acquisite attraverso la propria occupazione principale. Quali? Cercare bandi di concorso, attivarsi sui permessi, sviluppare strategie promozionali, creare un sito web.

Quello su cui c’è ancora molto da lavorare è l’aspetto normativo, non per incompetenza di Effe Corta, ma più che altro per la mancanza di norme specifiche che regolano alcune attività del negozio, così nuove nel loro settore da non essere state mai coperte neanche dalle autorità competenti. L’imbottigliamento dell’olio, ad esempio, o le bottiglie di vino che i clienti riportano per essere riempite, che necessitano di essere pulite e “sanificate”, un procedimento un po’ tortuoso che forse potrebbe essere reso più snello.

Sorgono spontanee domande sull’aspetto economico dell’attività. Qual è stato l’investimento iniziale? Come sta andando ora l’attività a quasi due mesi dall’inaugurazione, che si è tenuta il 29 agosto?

Nel primo mese non è andata male, abbiamo bilanciato i costi con le spese - rispondono quelli di Effe Corta – Alcuni membri dei Gruppi d’Acquisto Solidali (GAS) fanno la spesa qui perché il negozio, essendo una ditta, ha un potere contrattuale maggiore rispetto ai Gas; riesce a strappare prezzi migliori”.

Logico che, come per tutte le nuove imprese, ci vorrà un po’ di tempo per rientrare dell’investimento iniziale, che è stato di 70.000 euro circa – ci raccontano – escluso l’immobile.

Non è stato così facile trovare qualcuno disposto a finanziare il progetto. Dopo aver vinto il bando provinciale “Linea di credito nuova impresa” però, i soldi sono arrivati.

Ma la cosa sconvolgente è stata il numero di mail che Effecorta ha ricevuto nei primi due giorni di apertura: 900. Quasi tutte di persone che chiedevano informazioni su come fare per aprire un’attività di questo tipo nel loro territorio. Tanto che i soci di Effe Corta vogliono stilare un vero e proprio codice etico che possa aiutare chi vuole replicare l’iniziativa. Hanno però deciso di aspettare fino a gennaio 2010 per renderlo disponibile, perché ritengono necessaria prima “un’assunzione di responsabilità personale per vedere se l’attività funziona economicamente”.

Sperando che sia così, potrebbe darsi che nel prossimo anno assisteremo alla nascita di un’associazione di tanti negozi a filiera corta, sparsi in modo capillare sul territorio italiano…

Magari ne avremo qualche esempio anche qui in Romagna…