Forlì e il balletto del porta a porta

Nel 2011 terminerà la concessione di Hera come gestore di alcuni servizi pubblici, fra cui quello dei rifiuti. L’azienda potrebbe perdere la propria posizione privilegiata, dichiarano alcuni sindaci. Sarà vero?

La raccolta differenziata porta a porta, oltre ad essere uno degli strumenti più validi per cercare di gestire il problema rifiuti, riflette molto bene i rapporti di forza fra le amministrazioni locali romagnole ed Hera, che ne gestisce il ciclo. Termometro di questa situazione è un’inchiesta apparsa poco tempo fa sul settimanale forlivese Il Momento (14/10). A parlare diversi sindaci forlivesi. Porta a porta si, porta a porta no, costi reali e costi presunti.

A scatenare il tutto le affermazioni del sindaco di Forlimpopoli, Paolo Zoffoli, dove l’esperimento porta a porta è già in atto da un alcuni anni con ottimi risultati,  il quale chiede che venga allargato ad una zona più ampia per diminuirne i costi.  Opzione che invece non ha incontrato finora i favori di Hera, che la reputa una soluzione non conveniente dal punto di vista economico. Hera  sostiene poi di aver già ottenuto ottimi risultati attraverso il sistema dei cassonetti stradali, risultato contestato da diversi esperti ed ambientalisti che l’accusano invece di truccare i risultati.

I favorevoli al porta a porta sono, però, sempre di più, “capeggiati” dall’assessore all’Ambiente del Comune di Forlì Alberto Bellini. Su questo punto, tra l’altro, si era pubblicamente esposto il sindaco Balzani in campagna elettorale, durante uno spettacolo che Grillo ha tenuto a Forlì per sostenere la candidatura della lista civica DestinAzione Forlì, convinta da tempi non sospetti dell’assoluta necessità di introdurre il porta a porta.

Al di là di questo, quello che spicca fra le dichiarazioni al settimanale dei vari primi cittadini, (quasi tutti) di centro-sinistra, è la mica tanto sottile insofferenza nei confronti di Hera, multiutiliy nata, è bene ricordarlo, in seguito alla fusione di 11 aziende  municipalizzate dell’Emilia Romagna e nella quali molti manager di primaria importanza sono stati amministratori pubblici sempre di centro-sinistra.

Sembra però adesso che le cose siano un po’ sfuggite di mano, che la vocazione manageriale dell’azienda abbia lasciato in secondo piano i bisogni dei cittadini. “Certi servizi essenziali -afferma Luigi Marchi, sindaco di Tredozio, come l’erogazione dell’acqua o la raccolta dell’immondizia, non devono fare utili e non possono essere quotati in borsa”. Qualcun’altro ammette che la situazione sta sfuggendo di mano (Rosaria Tassinari, sindaco di Rocca S. Casciano) e che gli enti locali devono recuperare la propria influenza. Quando un’azienda opera in regime di monopolio però, non è facile ristabilire gli equilibri.

“Su Hera – dichiara Luigi Capacci, sindaco di Premilcuore, penso che tutti noi sindaci dovremmo recitare il mea culpa e capire come cambiare le cose partendo da un’unica certezza: basta alzare i costi del servizio. Sono già troppo alti”. Già, perché “l’insoddisfazione generale nei confronti dell’azienda è evidente” (Carlo Adamczyc, sindaco di Dovadola) e la “posizione di Hera è toccabilissima…non è assolutamente vicina agli enti locali e ai cittadini (Gian Luca Zattini, sindaco di Meldola).

Non è un caso che tutte queste dichiarazioni arrivino adesso, visto che la concessione di Hera come gestore dei servizi pubblici scadrà il 31 dicembre 2011.

Su quello che verrà dopo c’è chi ha già le idee piuttosto chiare. Bellini e Zoffoli, ad esempio, sembrano essere sulla stessa lunghezza d’onda. “Per la gestione dei rifiuti – spiega Bellini – dovremmo muoverci da subito per definire due distinti bandi di gara. Uno per il conferimento e la raccolta dei rifiuti e un secondo per lo smaltimento”.

Su questo punto è interessante leggere quello che scrive Paolo Marani in un post sul blog dellassociazione ambientalista cesenate Movimento Impatto Zero. “…Qualora si riesca con politiche volte alla riduzione del rifiuto a ridurre la parte da smaltire – in discarica, NdR – e quindi i relativi costi, chi se ne avvantaggerà realmente? Se lo smaltimento è pagato direttamente dal Comune, se ne avvantaggia ovviamente il cittadino nelle tariffe. Cosa succede invece se il gestore del servizio (Hera) controlla sia la raccolta che lo smaltimento? Accade che Hera ne riceve un danno economico, che pertanto ribalterà sui comuni e in ultima analisi sui cittadini, per aggiustare i mancati margini. I comuni si ritroveranno a chiedere una tariffa maggiorata comunque, come in effetti avviene da troppi anni. La considerazione principale che se ne può trarre è che chi raccoglie i rifiuti non dovrebbe anche partecipare ai proventi per smaltirli…Occorre che lo smaltimento sia gestito da un soggetto completamente indipendente, pubblico o privato andrebbe bene uguale, purché realmente autonomo e soggetto a rigidi controlli pubblici”.

Cosa risponde Hera sul porta a porta nella  provincia di Forlì? Che non è un dogma, “soprattutto per un territorio, quello provinciale, morfologicamente eterogeneo”. Quindi potrebbe rimanere confinato solo al Comune di Forlimpopoli. Dal canto loro l’assessore all’ambiente della Provincia di Forlì-Cesena Luciana Garbuglia e Alessandra Neri, referente di Ambito Territoriale Ottimale (Ato), sottolineano come il porta a porta non sia adatto in certe zone come il Parco delle Foreste Casentinesi e i buoni risultati raggiunti con il sistema dei cassonetti chiusi a chiave, in base al quale ogni utente può usare solo i suoi contenitori per la raccolta indifferenziata.

Non sembra esserne così convinto l’ex assessore all’ambiente del Comune di Forlì, Palmiro Capacci, che ha fatto giustamente notare (aggiungi dove…) come a Molveno, Comune in provincia di Trento, questo sistema crei alcuni problemi. Questa località, come i Comuni della Riviera in cui si vorrebbe replicare l’esperienza (già partita a Gatteo e San Mauro Mare), ha una vocazione turistica. Cosa succede quando i turisti senza chiave vogliono buttare la spazzatura in un’area dove ci sono i cassonetti chiusi a chiave? A Molveno, racconta Capacci, molti lasciano i sacchetti di fianco al cassonetto chiuso. Così fanno anche i residenti che si sono dimenticati la chiave. Altri ancora scaricano l’indifferenziato nei cassonetti della differenziata privi di serratuta.

Oltre a non essere un bel vedere, non sembra neanche essere una grande soluzione.